[Parte 1] Cosa succederebbe nella tua produzione oggi, se avessi già investito in una stampante 3D per la tua produzione?

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Sei un nostalgico, che guarda al passato e pensa che si stava meglio prima?

Io tendo sempre a guardare nel futuro, studiando il presente per capire come potrò plasmare il mio domani, secondo i miei obbiettivi.

Oggi, però, voglio che voliamo indietro nel passato per cambiare la tua storia, implementare una stampante 3D e vedere come sarebbe stato il tuo oggi, dopo questa scelta.

Prima del Coronavirus, quando ancora la stampa 3D era in bocca ai politici come Grillo e veniva osannata per le produzioni di barche e case, hai deciso di investire in una stampante 3D generalista, ovvero non specializzata in nessun settore o materiale in particolare

Ti sei affidato al produrre X, hai ottenuto il campione di un tuo componente stampato, ben lucidato e levigato e hai deciso di investire in questa tecnologia.

Forse hai anche partecipato ad un breve corso di formazione di ruotine, la stampante 3D ti è stata consegnata nel tuo capannone, pronta per stampare con la polvere metallica che più preferisci.

Puoi stampare on demand, geometrie impossibili e personalizzare i tuoi componenti, peccato però che nessuno ti ha detto che:

1) Non ha senso, per motivi pratici ed economici, produrre in additive disegni che sono stati progettati per i metodi tradizionali

Ecco che vai incontro al primo grande problema: i disegni vanno ottimizzati per la stampa 3D, ma chi lo fa? Chiami il tuo produttore X, ma lui è dall’altra parte dell’oceano ed è una Big Company, non ha tempo di starti dietro.

2) Per stampare con più polveri metalliche, fra le quali anche quelle reattive, che esplodono al contatto con l’ossigeno ad alte temperature, ci vuole l’utilizzo dell’argon, il famoso Jack il soffocatore.

gas Argon killer, pericoloso per gli addetti

Nessuno ti ha avvertito che avresti fatto le notti insonni perché devi quadruplicare le norme di sicurezza, dato che l’argon, anche solo per la minima perdita, soffoca le sue vittime in pochi istanti. In questo articolo ti parlo proprio di questo argomento, se hai voglia di approfondire.

Ecco allora che il tuo capannone si è tramutato in un impianto di operatori, che girano con lo scafandro e hanno paura di venire al lavoro.

Non solo, nessuno ti ha detto che per stampare con polveri come l’alluminio, avresti dovuto investire ulteriori soldi per creare una zona apposita per la tua o le tue stampanti 3D, una camera bianca per proteggere i tuoi operatori dalle pericolose particelle.

3) Non puoi scegliere la polvere metallica che vuoi

Il tuo produttore X non ti ha detto che la stampante 3D ha dei blocchi hardware e software che ti permettono di stampare solo con le polveri presenti sul listino del tuo produttore, impedendoti di servirti di qualsiasi polvere e di comprarla direttamente dai produttori di polvere ad un prezzo ragionevole.

Ti ritrovi quindi a dover stampare i tuoi pezzi con polveri, che non sono adatte al tuo tipo di componente meccanico, e che ti costano il 300% in più di quello che avresti pagato da un produttore di polveri.

4) Le due testate laser creano dei buchi nei tuoi componenti, rendendoli fragili come castelli di sabbia bagnati

La tecnologia Powder Bed Fusion sfrutta la potenza di un laser per fondere strato su strato la polvere metallica, costruendo così il tuo componente.

Quando il laser colpisce la polvere, le particelle si uniscono e, raffreddandosi, si solidificano. Quando il laser è troppo alto o vengono sfruttate due teste laser, c’è il rischio che nel materiale si creino dei pori pericolosi, che a occhi nudo non si vedono, che rendono instabile il tuo componente.

le polveri metalliche utilizzate dalle stampanti 3d sono fragili

Chi ti ha venduto la macchina, non è specializzato in costruzioni di stampanti 3D per l’applicazione meccanica, quindi non sa quanto questo piccolo difetto, siano la rovina dei tuoi componenti stampati.

Immagina cosa succederebbe se installassi un componente instabile in un tuo macchinario: ti si fermerebbe la produzione e perderesti giorni e guadagno. Qui troverai un articolo che approfondisce questo argomento.

5) I tubi della stampante 3D contaminano i tuoi componenti meccanici

Stampare con più materiali, significa dover perdere due giorni per pulire tutti i tubi in modo minuzioso, altrimenti rischi di contaminare i tuoi pezzi, passando da una polvere, come l’alluminio o il titanio, all’acciaio.

Immagina di dover stampare componenti in acciaio inox per uso alimentare ed avere i tubi sporchi di titanio.

6) I filtri di polvere metallica sono esplosivi e vengono qualificati come “rifiuti pericolosi”

le polveri metalliche sono rifiuti pericolosi

Dopo la stampa, dove butti i filtri di polvere metallica reattiva? Il tuo produttore X, forse, ti avrà consigliato di mettere il filtro “in acqua”, ottenendo così un fango altamente pericoloso per l’ambiente e per l’uomo, che deve essere smaltito come rifiuto speciale.

Cosa comporta questo per la tua azienda?

Secondo la legge d.lgs. n. 152/2006 per smaltire un rifiuto pericoloso speciale dovrai allestire un vero e proprio nuovo deposito all’interno della tua sede, dove avranno accesso solo gli addetti autorizzati. Non solo, il costo di smaltimento si aggira attorno ad 1,28 euro in Emilia Romagna, secondo il listino prezzi dell’Intercent[1].

7) La stampante 3D generalista non è adatta a stampare componenti meccanici

Hai investito in una stampante 3D da un produttore X, che vende le sue stampanti 3D anche ai dentisti, al settore aereonautico e militare. Non hai quindi un’assistenza mirata, che aiuti a capire come la stampante 3D può produrre i pezzi con le caratteristiche meccaniche, di cui hai bisogno.

Ma la tragedia è solo al suo primo atto: la stampante 3D non è stata ingegnerizzata per produrre componenti con un materiale specifici, per un’applicazione specifica. Ecco che ti ritrovi con un macchinario, che non produce componenti come li vorresti tu.

Con un passato del genere, nel tuo futuro ti ritroveresti:

1) meno soldi nel conto aziendale;

2)  una stampante 3D, che ti è costata quanto tutto il tuo capannone, messa in un angolo a prendere polvere e che utilizzi solo ogni tanto per produrre componenti, che rischiano di sbriciolarsi alla prima sollecitazione meccanica;

3) una camera bianca, inutilizzata;

4) un’area adibita per lo smaltimento dei rifiuti pericolosi che, dato che non stampi, non ti serve a nulla;

5) tubi contaminati da vari tipi di polvere che devi sempre pulire o sostituire ad ogni ciclo di stampa.

Questo sarebbe il tuo oggi, se ieri avessi investito in una stampante 3D generalista.

Per fortuna noi possiamo cambiare il passato, virtualmente. Nell’articolo della settimana prossima voleremo indietro nel tempo, in modo che tu potrai investire in una stampante 3D, specializzata in un unico materiale e nel settore meccanico.

libro di Ivano Cosini

Vedremo cosa succederà.

Nel frattempo, se vuoi informarti sulla stampa 3D per l’applicazione meccanica e conoscere le informazioni più importanti, puoi ordinare una copia del libro, che è finito anche su Sky: Corsystem, come velocizzare la tua produzione meccanica e rendere l’investimento profittevole fin dal primo giorno, grazie ad una stampante 3D.

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[1] Intercent-ER, Emilia Romagna, Servizio di raccolta, trasporto e conferimento ad impianti di smaltimento dei rifiuti speciali pericolosi e non, derivanti da attività sanitarie, Listino prezzi.


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Ivano Corsini

Ivano Corsini

Ideatore di CorSystem - Stampa 3D superveloce per la meccanica
Creatore di 3D4STEEL e Fondatore di 3D4MEC Srl